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Baroni

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BARONI

Così un mio carissimo amico li definisce: “Baroni”, colui che comanda e definisce le regole del gioco e pietrifica il suo corpo su di una poltrona. Amministratori delegati che gestiscono decine di società diverse, operanti in settori diversi, politici che cavalcano le onde del tempo, per decine di anni. Tutti si cimentano a tentare di costruire quello che per natura non gli viene mai spontaneo, ma semplicemente applicando regole studiate a tavolino. Un gioco fatto di numeri e incurante del futuro, del chi verrà dopo. Ma certo perché preoccuparsi di chi verrà?. Tanto, fin che campo io ci sarò e non mollerò la cadrega. Eppure questa logica perversa è una delle molteplici cause che hanno paralizzato questo nostro paese. E chi sono quelli che vengono dopo? Semplicemente le nuove leve, quei ragazzi volenterosi che si affacciano al mondo reale, quello che viene dopo gli studi, e sbattono contro i surfisti del tempo, sempre belli, coi capelli laccati e sempre dello stesso tono di colore di quando avevano trent’anni, il sorriso brillante come un vent’enne, la pelle riposata come un sedicenne e sempre con la battuta pronta. Mai un virgola fuori posto. E solo i giovani più abili nel conformarsi a loro vincono. Il più impreparato cerca di sopravvivere e per i più coraggiosi, forse capaci, non resta che la via dell’oro o della seta: la migrazione verso mondi lontani.

Spero di vedere un futuro pieno di giovani trentenni al comando di questo mondo che ha un gran bisogno di una sana, genuina pazzia e non di chi continua a non voler accettare che il tempo passa per tutti e tutti invecchiano di spirito e di idee.

 

 

Pietro Lombardi.

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